Il colore della materia

A Taormina va in scena la materia
Pietro Consagra
Ferro rosso, 2003 ferro dipinto, 121,5 x 88 x 1 cm. Collezione privata, Milano Fotografia di Fabrizio Villa

A Taormina va in scena la materia con le opere di uno dei più prestigiosi esponenti dell’astrattismo internazionale.

L’occasione è il centenario della nascita di Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 – Milano, 2005).

Si può approfittare dell’estate ma anche dell’autunno perchè fino 30 ottobre 2021 il Teatro antico di Taormina accoglie questa prestigiosa mostra intitolata Pietro Consagra. Il colore come materia, a cura di Gabriella Di Milla e Paolo Falcone e promossa dalla Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, dal Parco Archeologico Naxos Taormina.

L’esposizione è organizzata da Electa in collaborazione con l’Archivio Pietro Consagra.

E’ interessante sapere che si tratta di un percorso en plein air attraverso cui, una selezione di opere dell’artista compiute tra il 1964 e il 2003, intreccia un dialogo con le memorie del Teatro antico di Taormina e con il paesaggio circostante.

A Taormina va in scena la materia
Pietro Consagra
Controluce n. 2, 1976 bronzo patinato, 71,5 x 60 x 0,6 cm. Collezione privata, Milano Fotografia di Fabrizio Villa

I più appassionati sanno che per Consagra la scultura è sempre stata innanzitutto: fantasia, ricerca, esperienza e provocazione. Ed è per questo che, quest’esposizione intende proporne, per l’occasione, una lettura, attraverso nuovi codici percettivi e linguistici sotto la lente della contemporaneità.

Consagra ha rinnovato la sua scultura quasi ogni decennio consentendo alla sua opera di entrare nello spazio sociale e civile, trasmettendo un pensiero autonomo e autentico.

A Taormina va in scena la materia
Pietro Consagra
Giardino bianco, 1966 ferro dipinto, 171 x 84 x 10 cm. Collezione privata, Pordenone Fotografia di Fabrizio Villa

La mostra rappresenta l’incessante ricerca dell’artista di tecniche, materie e colori espressivi.

Per questo motivo le opere sono state realizzate con l’intento di suscitare un senso di libertà e uno stimolo a riflettere sugli avvenimenti contemporanei.

Nell’opera di Consagra c’è un’affascinante apparente contraddittorietà.

Si parla di sublimazione della visione frontale che smaterializza la scultura distaccandola dalla realtà, ma è solo per poterla osservare e interrogare, così come fa il coro che, fuori della scena, assiste alla rappresentazione e dialoga con lo spettatore.

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