Al Badrutt’s Palace di St Moritz, il palazzo delle seduzioni

di Giuliana Di Paola

Da 125 anni il Palace, come chiamano a St. Moritz il Badrutt’s, è un punto di riferimento per il jet set internazionale. Qui l’albergo è la destinazione

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Una vista dell’icona torre del Badrutt’s Palace di Sankt Moritz.

A St Moritz è semplicemente il Palace. Lo chiama Badrutt’s chi arriva qui per la prima volta. Ma solo finché non varca la soglia d’ingresso con le porte a vetri, i commessi in livrea e la Rolls-Royce Phantom parcheggiata davanti.

La Rolls della Regina

Un tempo faceva parte del parco auto di regina Elisabetta II, ora accoglie chi arriva in jet, elicottero o in treno. Sono 5 minuti di strada, ma fatti con stile. Perché il lusso, come amano ripetere qui, è nei dettagli. E te ne accorgi la mattina quando, a colazione, sei accolto da una musica soave e, dopo il primo caffè, metti a fuoco un musicista in carne e ossa che pizzica un’arpa dorata.

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Il rifugio El Paradiso a 2.181 metri è la proposta gourmet del Badrutt’s Palace direttamente sulle piste.

La maggior parte degli ospiti, in realtà, arriva in aereo (via Zurigo o Milano sono solo due ore e mezza) da ogni parte del mondo, America e India ed Emirati. Fin dalla sua apertura, nel 1896, il Palace è un’icona del jet set internazionale, da qui sono passati e passano tutti da Gunther Sachs a Giorgio Armani, da Liz Taylor a Chiara Ferragni.

Per una decina d’anni Alfred Hitchcock è stato ospite fisso con la moglie Alma e proprio, da uno stormo in picchiata sul lago, si dice sia venuta l’ispirazione per Gli uccelli. Non a caso al regista inglese è dedicata una delle 43 suite.

Tradizioni di famiglia

Le camere sono in tutto 156 (comprese suite e la nuova Tower Penthouse), poche in rapporto agli spazi comuni. Il libro degli ospiti illustri è da Guinness. E da primato è anche che la proprietà in 125 anni sia rimasta salda nelle mani della famiglia Badrutt.

Badrutt's Palace
La piscina con vista della Spa del Badrutt’s Palace è collegata con la parte esterna riscaldata.

La carta in più del Palace è la sua posizione fronte al lago con le tre cime, o meglio i Piz, che le fanno da corona. Da qualsiasi angolatura si guardi Sankt Moritz, la sua sagoma torreggia come nei castelli delle fiabe o come in un film di Wes Anderson, a seconda dell’immaginario di riferimento.

Shopping & Spa

Una volta dentro al Palazzo, tra pavimenti di marmo, boiserie alle pareti e soffitti a cassettoni vertiginosamente alti, il palazzo ti conquista e diventi parte della magia, tanto che uscirne non è un’opzione.

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La sala da bagno di una delle camere del Badrutts Palace, il lusso è nei dettagli come dicono qui.

Dentro il Palace, poi, si trova di tutto e di più, compresi negozi, boutique e una Spa in cui perdersi per ritrovarsi nell’enorme piscina con scenografiche vetrate sulle Alpi e collegata a quella esterna riscaldata dove godersi il contrasto avvolti da neve e vapore.

Tante stelle sotto lo stesso tetto

Anche chi si ferma qui per una lunga settimana bianca può scegliere di cenare ogni sera in un locale diverso. In hotel ci sono ben dieci ristoranti. Il bistellato IGNIV di Andreas Caminada, con la formula dei piatti a compartir, da condividere e assaggiare tutti.

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Un dettaglio dell’IGNIV, ristorante stellato di Andreas Caminada.

La Coupole, invece, propone la ben nota fusion nippo-peruviana di Nobuyuki Matsuhisa, la cupola che dà nome al ristorante è quella sala che un tempo copriva il campo da tennis coperto più grande d’Europa.

Krug Stübli in cantina 

Per appassionati di vino e inguaribili romantici è da prenotare una cena nella Krug Stübli, mini chalet allestito nelle cantine dell’albergo. Per raggiungerla si passeggia a lume di candela tra le 30mila bottiglie provenienti da tutto il mondo. 

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La Grand Hall del Badrutt’s Palace di Sankt Moritz.

In tutta quest’offerta si è liberi di scegliere a seconda di gusti e preferenze, ma almeno una volta va assaggiato il club sandwich della Grand Hall, sprofondati nelle poltrone, godendosi la vista. È l’après ski preferito dagli ospiti. Le proposte gourmet del Palace accompagnano anche sulle piste.

El Paradiso sulle piste

A Sankt Moritz, El Paradiso, letteralemente, si trova a 2.181 metri ed è un club in posizione strategica, dove gustarsi una fondue allo Champagne davanti al camino o con indosso gli scarponi.

Quando andare

Aperto da dicembre a marzo, in inverno al Palace è sempre alta stagione. Ma prima di scegliere quando andare, meglio guardare il calendario fitto di eventi qui in Engadina, i più noti sono la Snow Polo World Cup (27-29 gennaio) e The Ice, Concorso d’eleganza dove le più belle macchine del mondo si sfidano sul lago ghiacciato (25 febbraio), per i più giovani a chiusura della stagione c’è il Sunice Festival, noto come la Coachella delle Alpi a ritmo di techno con Dj set degli artisti più famosi del circuito.

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The Ice il concorso d’eleganza che si svolge a febbraio sul lago ghiacciato di St Moritz.

Il Natale naturalmente è il momento clou, e dicono che il veglione di Capodanno sia memorabile. Come lasciano immaginare i 35 chili di caviale ordinati per la cena dell’anno scorso al fornitore ufficiale del Palace di St- Moritz: Glattfelder. E la boutique, un’istituzione a Sankt Moritz, da 85 anni importatore delle migliori miscele di caffè, tè e del caviale più pregiato, appunto, una scappata fuori dal palazzo la merita.

Da segnare in agenda, anche le date della St. Moritz Cocktail Week (16-19 febbraio), sulla stessa cifra della kermesse sul Lago di Como, di cui naturalmente il Palace srà protagonista.

Cocktail Week & St Moritzino

Grazie ai suoi tre bar compreso il King’s Social Club, punto di riferimento della vita notturna aperto anche ai non ospiti, e a una lunga tradizione del bere miscelato. Qui, 50 anni fa, è stato creato il St Moritzino per mano di Mario Da Como, leggendario barman dietro il bancone del Reinnaissance Bar, dal 1963 al 2008.

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Un momento dello Snow Polo World Cup che quest’anno si svolgerà dal 27 al 29 gennaio. 

«Il drink nasce, come spesso succede, dalla contingenza», racconta il bar manager Andrea Delvo: in questo caso, un liquore tipico sudafricano che, a causa dell’embargo del Paese, invece di servire da solo, Da Como propose mixato con Cointreau, limone e orzata. Oggi la base usata è la vodka, ma fascino e bilanciamento del cocktail sono gli stessi da mezzo secolo.

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