Una rossa per Re Giorgio

di Gioia Carozzi

Armani, la Ferrari, l’arte e la buona cucina. Giorgio Armani si racconta

armani e la ferrari
Ferrari SF-21 Armani

lI rosso e il greige. Potrebbe essere il titolo di un romanzo di Stendhal, invece sono i colori che identificano due delle icone italiane più conosciute, evocative e potenti al mondo: la Ferrari e Giorgio Armani. Recentemente, i due colossi hanno firmato un accordo pluriennale: Armani fornirà le divise del guardaroba formale e travel wear di management, piloti e team tecnico che saranno indossate per gli eventi ufficiali legati ai Gran Premi di Formula 1.

Una liaison che, come ha dichiarato Giorgio Armani: «Nasce dal bisogno di fare sistema, di promuovere l’eccellenza italiana in un dialogo tra le diverse aree e discipline». O, come ha commentato John Elkann, presidente di Ferrari: «Nasce dallo stesso orgoglio di rappresentare il nostro Paese nel mondo», proseguendo, «da oggi siamo alleati per essere più forti insieme, in pista e non solo».

armani e la ferrari
Ferrari Roma

Due statement che avrebbero anche potuto passare come semplici dichiarazioni di stima reciproca se non fosse per quell’intervista rilasciata, poco dopo, a un giornale americano, nella quale Armani ipotizzava l’apertura alla possibilità di un socio. E, guarda caso, il più ventilato è stato proprio Exor, holding finanziaria olandese, proprietaria della Ferrari. Chiacchiere o verità, si vedrà, quel che è certo è che le due emiliane (Armani nasce a Piacenza; e la Ferrari a Maranello), hanno molto in comune: entrambi sono simbolo di un’eccellenza italiana trasformata in imperi, traducibili in 3,766 miliardi di euro di utile netto per il Cavallino rampante, nel 2019; 124 milioni di euro di netto consolidato, nello stesso anno, per Armani.

La forza di armani e della Ferrari è di essere sempre rimaste fedeli a se stessi

Ma che cosa li ha resi simboli di un’eccellenza in grado di superare mode, manie e capricci dei vari decenni e di trasformarli in icone senza tempo? Una fortissima brand-identity: chi possiede un capo firmato Armani, che sia della sua primissima collezione (1975), o dell’ultima collezione del 2021, sa di indossare qualcosa di riconoscibile, identificativo, che si è evoluto nel tempo ma che è rimasto invariato nell’anima. In altre parole: le persone sono fedeli ad Armani perché Armani è fedele a se stesso.

E così è anche per l’universo Ferrari: la nuova Roma del 2020 trasmette le stesse vibrazione di una 250 Gto del 1962. Ma l’Italia è una terra ricca di tante altre icone che tutto il mondo ci invidia. E, per scoprirne alcune, Gentleman ha chiesto in esclusiva a Giorgio Armani di raccontare le sue.

giorgio armani e la ferrari
Giorgio Armani

Gentleman. L’Italia è iconica anche per il suo paesaggio, ci racconta il suo preferito?
Giorgio Armani. Il mare di Pantelleria osservato dalla barca o da casa: l’orizzonte aperto è la mia idea di libertà.

G. Tra le opere d’arte?
G.A. Il Cenacolo Vinciano o l’interno della piccola chiesa di San Satiro, a Milano, con lo stupefacente gioco prospettico del Bramante.

G. Quando si pensa al Bel Paese, non si può prescindere dal cibo. Il piatto che predilige?
G.A. C’è un piatto che amo da sempre e che mi ricorda l’infanzia e le mie radici: i tortelli alla piacentina. Sono delicatissimi, da condire soltanto con burro appena fuso e parmigiano. I migliori erano quelli che faceva mia madre: ho ancora in mente la sua espressione soddisfatta mentre li portava in tavola. Mi piacciono molto anche gli spaghetti al pomodoro profumato di basilico fresco, o la semplice pasta in bianco. Sono piatti che non mi stancano mai, ed è per questo che ho voluto inserirli nel menù della maggior parte dei miei ristoranti nel mondo.

armani la ferrari e l'arte
Salone Dorato, Museo Poldi Pezzoli

G. A breve il Gruppo Giorgio Armani diventerà fondatore sostenitore del Teatro alla Scala. Ha anche un museo da segnalare?
G.A. Il Museo Poldi Pezzoli è senz’altro tra i miei preferiti, per unicità e varietà delle collezioni; una casa-museo con capolavori di pittura e arti minori del più alto livello.E poi non posso non menzionare il mio Armani/Silos, uno spazio espositivo ed educativo che ospita la collezione permanente di abiti e accessori della linea Giorgio Armani e mostre temporanee di fotografia, architettura e moda.

G. Sappiamo che lei è un avido lettore, ha un libro iconico di uno scrittore italiano?
G.A. Ho sempre apprezzato un classico dei viaggi avventurosi e arricchenti: Il Milione, di Marco Polo.

G. Anche il nostro design è particolarmente apprezzato all’estero, il suo oggetto?
G.A. Il tavolino Puro, in frassino e quarzite smeraldo, della collezione Armani/Casa. Di forma essenziale, è sostenibile perché realizzato con materiale di recupero di pannelli di legno e pietra, utilizzati anche per la creazione di altri mobili in collezione.

G. Il nostro cinema è tornato a essere un’eccellenza, quale oggi più di altri ci rappresenta nel mondo?
G.A. Il recente La vita davanti a sé, dove una splendida Sofia Loren si mostra con coraggio e generosità. E poi, Tutto il mio folle amore, di Gabriele Salvatores.

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