Un secolo portato sportivamente

di di Nicola D. Bonetti
Bugatti Type 30 compie un secolo
Bugatti Type 30

Bugatti Type 30 compie un secolo

L’atelier di Ettore Bugatti a Molsheim in Alsazia è stato una fucina di pezzi meravigliosi, realizzati con passione unica. Ha coniuganto la miglior tecnologia allo stile curatissimo, fino alle funzioni dei particolari meccanici, raffinate come opere di gioielleria.

Cento anni fa Bugatti Type 30 portava all’esordio per il marchio il motore a otto cilindri di due litri, con 100 cavalli e capace di raggiungere i 145 km/h.

Vera auto sportiva utilizzabile anche su strada, era ricca di innovazioni tecniche: motore con due blocchi da quattro cilindri, albero a camme in testa e un monoblocco saldamente fissato al telaio.

Due valvole di aspirazione in testa e una valvola di scarico, secondo la scelta per un propulsore aeronautico già progettato da Bugatti.

Doppia accensione, due carburatori e freni anteriori per una tra le auto di serie più veloci dell’epoca. Tra il 1922 e il 1926 furono sviluppate variazioni alla carrozzeria della Type 30, comprese le sportive tourer a quattro posti, coupé e decappottabili a due posti.

I carrozzieri producevano persino forme individuali basate sul Tipo 30. Anche l’auto da corsa Tipo 32 “Tank” con la particolare forma aerodinamica, capace di raggiungere i 160 km/h era basata sul Tipo 30.

Bugatti vendette circa 600 unità della Type 30 fino al 1926, quando fu sostituita dalla Type 38. Una curiosità: gli acquirenti di tale modello, scrissero frequentemente a Ettore Bugatti attestandone la maneggevolezza e le prestazioni in gara. Consacrandone la fama di produttore di sportive imbattibili, non solo nel lusso.

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