Crazy Race: Extreme E

di Nicola D. Bonetti

Prende il via la seconda stagione del campionato dove 4×4 elettrici si sfidano su percorsi off-road. All’insegna della sostenibilità

Gli E-Suv che partecipano alla competizione sono tecnicamente tutte uguali, ma personalizzabili da ogni team.

In apparenza impossibile, da «quattro amici al bar» con idee e passioni, iniziative visionarie e conoscenze. Quegli amici, tra i loro nomi Flavio Briatore, Bernie Ecclestone, Jean Todt e il pilota e manager sportivo Gil de Ferran, non sembra siano mai stati tutti insieme allo stesso bar. Ma il personaggio catalizzatore, l’imprenditore e politico spagnolo Alejandro Agag, una sera a cena a Parigi con il presidente della Federazione internazionale dell’automobile, il 3 marzo 2011, abbozzò su un tovagliolo l’idea di un campionato di auto da corsa. Con una novità: solo auto elettriche. Nacque così la Formula E: da innovazione provocatoria è giunta alla settima stagione, con la quale ottiene il titolo di FIA Formula E World Championship.

 

L’imprenditore Alejandro Agag, ideatore dell’Extreme E e della Formula E.

 

Il vulcanico Alejandro non si sarebbe fermato: forse non c’è stata un’altra serata al bar, ma pensando e ripensando a competizioni con maggior legame tra le auto, naturalmente elettriche, e al cambiamento climatico, ne parla con l’amico Gil de Ferran. Dal quale scaturisce l’idea di gare fuoristrada in posti estremi, con risvolti ambientali. Fondano Extreme E, presentata un anno fa: la prima stagione si affaccia al via in primavera con ottime premesse, compreso l’importante riconoscimento FIA come International Series.
Le valenze sono molteplici: indurre l’industria automobilistica a velocizzare lo sviluppo di tecnologie del futuro per l’innovazione stradale, promuovere l’adozione di veicoli elettrici per convincere della mobilità a basse emissioni di carbonio, evidenziando anche l’impatto climatico in alcuni ambienti remoti. E, ultimo ma non ultimo, realizzare la prima serie di sport motoristici a parità di genere al mondo: ogni veicolo correrà con equipaggio misto.

Le auto da gara sono tecnicamente uguali: qualcuno le chiama Suv, altri buggy, oppure 4×4 estreme. Non è facile identificare un progetto nuovo, forse E-Suv è la sigla più adatta. Costruite in Francia da Spark Racing Technology, sono state presentate come Odissey 21, e possono essere personalizzate dai singoli team in alcuni elementi. Le batterie prodotte da Williams Advanced Engineering alimentano i due motori elettrici per 400 kW (550 cavalli) con coppia di 920 Nm. Possono arrampicarsi su pendenze fino a 53° (130%), con trazione integrale ed enormi pneumatici Continental CrossContact, realizzati espressamente, consentendo l’altezza dal suolo di 450 mm. Pesano solo 1.600 kg e scattano da 0 a 100 in 4,5 secondi.

Anche le gare sono rivoluzionarie: due giri per circa 16 km, lungo i quali le squadre, con due piloti, maschio e femmina, guidano per un giro a testa. Sfida su due giorni, con qualifiche ed eliminatorie fino alla Crazy Race per accedere alla finale. Più l’Hyperdrive, da videogioco: l’auto che vola più a lungo sul primo salto ottiene un aumento di velocità, utilizzabile in qualsiasi momento. Dodici le squadre ammesse, nove sono già iscritte con nomi di primo piano tra proprietari e piloti: tra i primi, Lewis Hamilton, Nico Rosberg, Jean Eric-Vergne, Michael Andretti, Zak Brown, Adrian Newey e il marchio di auto Cupra; tra i piloti più famosi, invece, i campioni di rally Carlos Sainz (Sr.) e Sebastien Loeb.

 

Sulla rotta della sostenibilità con la nave S. Helena impiegata nella logistica di tutte le gare

Il calendario previsto (trasmesso da Eurosport e Sky Sports): 3-4 aprile in Arabia Saudita; 29-30 maggio a Lac Rose, Senegal; 28-29 agosto, a Kangerlussuaq, Groenlandia; 23-24 ottobre, a Para, Brasile, e finale 11-12 dicembre, in Argentina, nella Terra del Fuoco. Infine, la logistica: il cargo-passeggeri St. Helena, rinnovato riducendo le emissioni, trasporterà i veicoli, le attrezzature e i team, con un laboratorio di ricerca a bordo. Perché nei sogni, come per il Capitano Nemo e Carlos Fitzcarrald, una nave non può mancare.

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