Non chiamatelo (solo) Moscow Mule

di Giuliana Di Paola

C’è chi ne ha cambiato il nome in Kiev Mule, ma in realtà nel Moscow Mule c’è poco di russo come racconta la sua storia. E le alternative local…

moscow mule
Il Monte Mule la versione di Moscow Mule con l’Amaro Montenegro al posto della vodka.

Alcuni locali soprattutto in America hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per la guerra in Ucraina boicottando il Moscow Mule. L’ormai mitico cocktail a base di vodka, lime e ginger beer è rimasto in carta, s’intende, ma con il nome cambiato il nome in Kiev Mule.

Di russo nel Moscow Mule, in realtà, c’è ben poco fin dall’inizio. Giusto la base di vodka e in epoca di Guerra Fredda non è poco… Le origini del drink, come per tutti i cocktail più famosi, sono incerte e leggendarie. Ma pare che sia stato creato a tavolino da tre amici al bar, nel vero senso della parola, al bancone del Chatham per la precisione.

Moscow Mule nato tra New York e Los Angeles

Qui nello storico Chatham hotel che un tempo sorgeva sulla Vanderbilt Avenue a Manhattan. Qui (o al Cock’n Bull di Los Angeles come vuole un’altra versione della storia, ogni cocktail che si rispetti ha origini controverse, appunto) s’incontrano Jack Morgan, che sulla West Coast produce ginger ale e ha una partita di ginger beer da piazzare, e due pezzi grossi di una società di liquori che ha acquisito i diritti di distribuzione gli Usa della Smirnoff, nell’ardua impresa di convertire dei bevitori di bourbon alla vodka. Per di più in piena Guerra Fredda. I tre così s’inventano lì per lì un mix delle due bevande con aggiunta di succo di lime.

Ciliegina sulla torta è la tazza di rame in cui versare la bevanda. Per mantenere alla giusta temperatura il cocktail o, come dice un’altra leggenda per piazzare una partita di mug con un asinello stampato. Cui si dovrebbe il nome di Moscow Mule.

Mule & Buck

Il cocktail in realtà si richiama alla grande e antica famiglia dei Buck, long drink dissetanti a base di soda e limone venduti per un buck, appunto, termine slang per dollaro. A cui la base di vodka dava un bel kick proprio come una scalciata di mulo…

Dopo i primi successi, almeno, perché all’inizio il nome del cocktail era legato al marchio di vodka che l’aveva lanciato per primo, la Sminorff, con dei testimonial d’eccezione  giovanissimo Woody Allen.

Twist on classics

Così dal mix di due affari poco promettenti è nato un filone d’oro, anzi di rame, che dura ancora oggi. Tanto che di alternative al Moscow Mule ce ne sono sempre state parecchie. Le più classiche sono il Mexican e il Kentucky Mule con, rispettivamente Tequila e Bourbon al posto della vodka. Naturalmente ci sono anche le versioni Irish e Scottish del Mule fatto, con Irish Whiskey e Scotch Whisky, per mettere bene le e dove ci vogliono.

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L’Italian Mule la versione con Amaro Lucano.

Ma tra le varianti più fortunate c’è anche il Jamaican Mule variante con lime del Dark ’n Stormy che come dice il nome è fatto con rum scuro e ginger beer da cui l’effetto tempesta della birra allo zenzero.

Il twist più amato in Europa è il Gin Gin Mule noto anche come Gin Buck o London Mule, una fortuna proporzionale al volume d’affari del distillato al ginepro che non conosce flessione.

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Il Sicilian Mule ha come base l’Amaro Averna.

Il Mule all’italiana

Un capitolo tutto a parte si merita il Mule all’italiana, dove le alternative sono tante quante se ne possono immaginare nel paese dai mille campanili. Di base, però, la sostituzione della vodka avviene con un liquore tipico della cultura italica: l’amaro.

Tra i più noti Mule nostrani infatti ci sono l’Italian Mule fatto con Amaro Lucano e il Monte Mule, a base di Montenegro. Il Sicilian Mule con l’Averna e il Calabrian Buck, con il Vecchio Amaro del Capo e un’aggiunta di peperoncino, ça va sans dire.

 

 

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