Goldin racconta Van Gogh

di Alessandra Oristano

Al Teatro Lirico di Milano,
Marco Goldin porta in scena
gli ultimi giorni della vita di Van Gogh

Liberamente ispirato al suo romanzo Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario
ritrovato, Marco Goldin debutta sul palcoscenico del Teatro Lirico di Milano dedicato a Giorgio Gaber per raccontare, con una narrazione appassionata e coinvolgente, le ultime settimane della vita di Vincent Van Gogh.

Immagina che il pittore avrebbe potuto tenere un diario e per questo lo fa parlare con la sua voce. Mai staccandosi dai fatti realmente accaduti. Dentro tale espediente narrativo vive anche l’azione teatrale, nel parlare quasi tra sé e sé Goldin diventa colui che accompagna Van Gogh, e dunque osservandolo lo racconta.

Tutta la scenografia punta su un effetto di stupore davanti alle immagini dei quadri, i loro particolari e, poi, le fotografie d’epoca. Oltre a una parte filmica girata nei luoghi di Van Gogh in Provenza, nei campi di grano e nelle strade di Auvers-sur-Oise. Non mancheranno gli ambienti dell’Auberge Ravoux, dove egli ha vissuto gli ultimi giorni di vita. Così come non mancheranno i ricordi dei luoghi olandesi.

Un aspetto, questo filmico, rilanciato attraverso il grande schermo di sette metri, panoramico e arcuato, con proiezioni al laser in altissima definizione, che avvolge sulla scena Marco Goldin mentre racconta, arricchendo la narrazione. Una lunga passerella solleva Goldin a mezzo metro dal livello del palcoscenico, rendendolo parte integrante dei paesaggi che scorrono alle sue spalle.

E così anche per i due ulteriori schermi che trasmettono l’immagine della camera di Van Gogh, assieme al tavolino e alla sedia. A creare ancor di più questa atmosfera spirituale e poetica, eppure densa della carne e dei sogni della vita di Van Gogh, contribuiscono le splendide musiche di Franco Battiato, concesse per questa occasione.

Lo spettacolo Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato, gode del sostegno di Gruppo Euromobil, dei fratelli Antonio, Gaspare, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, che ha sostenuto Goldin nella lunga stagione delle grandi mostre in varie città italiane, ma non l’aveva mai fatto per un progetto teatrale.

«La bellezza che si manifesta attraverso l’antica arte del teatro rimane per noi qualcosa di magico, fonte di emozione perenne. Proprio quella che ci ha spinto a legare, fin dal principio, il nome di Gruppo Euromobil alle forme più alte della cultura», affermano i fratelli Lucchetta.

Lo spettacolo sarà in tournée in tutta Italia, anche nel 2023.

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