I migliori ristoranti della Costiera

di Magda Mutti

Da Ravello ad Amalfi, passando per Positano, ecco i resort affacciati sul mare dove si può gustare la magia della Costiera in ristoranti stellati

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Un tavolo con vista mozzafiato del Belmond Hotel Caruso a Ravello.

La Costiera Amalfitana è da sempre una lifestyle destination, ma ormai è diventata anche una tappa gourmand. Da Ravello ad Amalfi, passando per Positano, ecco i resort affacciati sul mare dove si può gustare la magia della Costiera in ristoranti stellati. 

Che cosa ha proiettato la Costiera nel mito è scritto nei libri di storia e in quello della natura, le sontuose ville dei ricchi Romani, le terrazze di agrumeti, i borghi aggrappati alle scogliere. Quei 50 km a picco sul Tirreno blu hanno folgorato i viaggiatori del Grand Tour, animato la Dolce Vita e tuttora restano magnetici, un eterno set per anime edoniste.

L’ultimo Duco Travel Summit (gli stati generali dell’hôtellerie a 5 stelle), ha segnalato la Costiera come lifestyle destination, con menzione speciale per l’alta cucina. Nuovi chef hanno acceso le fiamme, un fine dining diffuso dalle terrazze più alte fino a pelo d’acqua. Gentleman non ha esitato ed è partito alla scoperta.

Ravello

Ravello si trova a quasi 400 metri d’altitudine: il borgo ha stregato Wagner, Escher, Greta Garbo, Gore Vidal e artisti di ogni dove. È un concentrato di gioielli, Villa Cimbrone, Villa Ruffolo, l’Auditorium di Oscar Niemeyer, qui si vive di musica, dal Festival internazionale alla Ravello Concert Society con i suoi appuntamenti. Ma anche la mostra Arte e Sensualità nelle case di Pompei (fino a gennaio 2023) è un’occasione per visitare il sito, accompagnati da IfExperience, scoprire i gioielli e i depositi degli scavi e vedere Villa Oplontis, ovvero la dimora di Poppea con gli archeologi, di cui l’albergo Belmond Caruso è sostenitore. L’hotel, in un palazzo dell’XI secolo tra roseti, gelsomini, limonaie e con la più scenografica piscina a sfioro, ha fatto dell’accoglienza il suo dono.

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La terrazza del Belmond Caruso, un palazzo dell’XI secolo tra roseti, gelsomini, limonaie.

Il Belmond Touch del general manager Alfonso Pacifico è ovunque: dal servizio taylor made allo staff attento anche al buongiorno, dal rinnovo delle camere tre volte al dì ai cocktail sapienti fino a tarda ora.

Al Belmond Taste c’è lo chef Roberto Villa: sta a lui dirigere le cucine dell’hotel e il fine-dining Belvedere. I menù pescano nei sapori familiari e del Mediterraneo, traggono identità dai prodotti locali e sono sempre leggibili. Ma il fattore sorpresa è un leit motiv.

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Uno dei piatti dello chef Roberto Villa cui fa capo l’offerta di fine dining del Belmond Caruso.

Se parliamo di pasta, ecco che arrivano gli spaghettoni del Pastificio dei Campi con pomodoro giallo e burrata, gamberi di Praiano, cotenna soffiata e limone; se parliamo di pesce, ecco il rombo chiodato con asparagi di mare e bottarga di tonno rosso di Cetara. Se scegliamo vegano, è gioioso: carote colorate, zenzero e menta. E dal Pool Grill escono pizze, capresi, paste fresche. Per un momento principesco ci si accomoda al Tavolo Krug. 

Conca dei Marini

Monastero Santa Rosa poggia sul promontorio di Conca dei Marini. Imponente come una fortezza, ha ospitato per secoli le monache damianite, a cui dobbiamo l’invenzione della sfogliatella.

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Monastero Santa Rosa.

Oggi è un resort di lusso, ma fortemente caratterizzato dalla storia conventuale: la campana annuncia l’arrivo di ospiti, la limonata servita sulla ruota degli esposti dà il benvenuto, così come le sfogliatelle predisposte nelle camere ovvero le ex celle. A dispetto di un aspetto claustrale, il Monastero è tra i luoghi più amati per le proposte di matrimonio.

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Mozzarella in carrozza con cuore di bue e alici di Cetara piatto signature del Monastero Santa Rosa.

Il resort è storia recente: il complesso è stato acquistato vent’anni fa dall’imprenditrice americana Bianca Sharma. Oggi c’è un cambio di regia nelle cucine. Il salernitano Alfonso Crescenzo, cuoco ma anche agricoltore (sua l’azienda Terre Lavorate), nel ristorante stellato Il Refettorio fa una proposta territoriale e di stagione, senza dimenticare i classici di mare, come il pesce all’acquapazza o i totanetti saltati con vinaigrette al carciofo.

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Alfonso Crescenzo, executive chef dei ristoranti del Monastero Santa Rosa di Conca dei Marini.

Altra specialità, il Santarosa in Carrozza, pane pastellato nell’uovo, fritto e servito con uovo in camicia, spalla di maiale arrostita e fonduta di provolone. C’è spazio anche per il vegano, con il tortino di crema di sedano, pomodorini, cipolla di Tropea e gelato al basilico. E poi babà e sfogliatelle. Colazione sulla terrazza del ristorante, vista impagabile.

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I Giardini dei Fuenti una proprietà diffusa tra Vietri e Cetara, sul Golfo di Salerno.

I Giardini del Fuenti sono una proprietà diffusa tra Vietri e Cetara, terrazze verdi affacciate al Golfo di Salerno: vigne, orto, limoneto, roseti, un anfiteatro per spettacoli esclusivi, beach club e spiaggia privata con cabanas ed easy bistrot.

Quest’impresa stratificata si deve ai fratelli Alessandra e Pierluigi De Flammineis, terza generazione di imprenditori, partiti da una cava e dal suo territorio fino alla generale riqualificazione. Quest’anno aggiungono il ristorante Volta fine dining. Alla guida l’executive chef Michele De Blasio, un’altra promessa di bello e buono.

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Michele De Blasio, executive chef dei Giardini dei Fuenti, con il suo team.

La cucina Idei Giardini del Fuenti ha una duplice impronta, un po’ nativa e un po’ sperimentale. Citando Gaudí, «l’originalità si riflette nel ritorno alle origini», De Blasio punta sui sapori, va personalmente dai fornitori, riedita le ricette del cuore.

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Dal menù Origini dei Giardini del Fuenti ecco il risotto napoletano (una pasta risottata) con alici, alghe e bergamotto; il tonno, fagioli, cipolla e origano di montagna; il migliaccio (pop corn di mais e caramello salato). Dal menù Riflessioni, gnocchi di patate, cacio, uova e cucuzzella; rombo al limone con ravanello e frutti di mare.

Amalfi 

Il nuovo resort Borgo Santandrea ha preso il via lo scorso aprile, dopo 4 anni di interventi restaurativi. È un paradiso verticale, 90 metri a picco sul mare di Amalfi tra la montagna e Conca dei Marini. Per il progetto hanno unito le forze due famiglie, Orlacchio e De Siano, ispirandosi in parte agli anni Sessanta con riedizioni di mobili vintage dal design iconico come le poltrone e i tavolini di Giò Ponti (Molteni Collection).

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Borgo San Andrea ha aperto questa primavera a picco sul mare di Amalfi.

Il resort new entry Relais&Châteaux ha un proprio molo, beach club, spiaggia esclusiva e una batteria di otto ascensori di collegamento tra spiaggia, camere con vista (29, più 16 suite) e rooftop.

Di gran conforto i ristoranti diretti dallo chef Crescenzo Scotti: i sapori campani sono risolti da un buffet nelle cucine tra banconi dedicati a torte, pane, insalate e omelette per le colazioni; per il pranzo si trasforma e serve spaghetti espressi, poi diventa una pasticceria, torte, granite, brioche con gelato.

Ancora una trasformazione, si cena con i classici della tradizione. Il beach club propone freselle, spaghetti alla Nerano, parmigiana di melanzane e pizza. La Libreria, invece, è il fine dining emozionale, la scenografia è mutante, all’ora di cena una parte della maestosa libreria scompare e appare la cucina. Tra i piatti d’autore: il cappuccino di astice con crema di patate e nero di seppia, il «risotto» di pasta di Gragnano affumicato al limone con scamorza di Agerola, i bottoni farciti alla genovese con ragù di vitello e cipolla Montoro.

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La piscina a picco sul mare dell’hotel Santa Caterina di Amalfi.

Santa Caterina ad Amalfi è l’hotel che meglio conserva il romanticismo della Costiera, una villa Liberty a picco sul mare. È qui che è sbocciato l’amore tra Liz Taylor e Richard Burton, ma anche tra Angelina Jolie e Brad Pitt. La famiglia Gambardella lo conduce da quattro generazioni. Con il tempo la proprietà si è ingrandita: lo chalet, i giardini terrazzati, limoni, gli orti e ora Villa della Marchesa, privacy con la piscina e i servizi dell’hotel.

Il buon gusto è diffuso dai salotti spalancati sul mare, che offrono invitanti colazioni sulla terrazza: sfogliatelle ricce, torte di ricotta e visciole, frittate di pasta. In hotel la cucina è stellata: a Il Glicine, una veranda che guarda il golfo, c’è lo chef Giuseppe Stanzione che, alla tradizione, dà nuovi accenti, come il polletto ruspante affumicato, topinambur e mandorla pizzuta e alla vignarola, piatto povero di piselli, fave, carciofi e pecorino, però con l’astice.

A un secondo ristorante, la terrazza de Al Mare, si arriva con un ascensore panoramico anni 50. Qui scorrono altre sfiziosità: spaghetti al limone sfusato mantecati al mascarpone di bufala e trionfo di dolci. Per scoprire storie e segreti del territorio i Gambardella suggeriscono la guida Michele Criscuolo, nessuno sa quanto lui.

Positano

Villa Tre Ville a Positano è l’ex residenza di Franco Zeffirelli: un luogo sontuoso per definizione. Friedland, la famiglia americana proprietaria, ne ha conservato tutto il fascino. La tenuta conta su 5 ville, con suite ognuna diversa, terrazze dall’impagabile vista sul borgo e il mare.

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Villa Tre Ville, ex residenza di Franco Zeffirelli, con impagabile vista sul borgo e il mare.

La proposta culinaria si avvale della consulenza stellata di Antonio Mellino, patron del I Quattro Passi a Nerano, e dell’executive resident Vincenzo Castaldo, ex del Don Alfonso, esperienze a Macao e a bordo del Master Yacht Christina Onassis. Il mantra è: sapori green uguale salute. Peraltro c’è un orto di proprietà. Novità l’istituzione di un tavolo in cucina a pranzo e cena (Chef’s Table) e di un corner della tradizione dolciaria campana.

 

 

 

 

 

 

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