Trekking ad arte

di Alessandra Oristano

Camminando attraverso i Parchi Naturali delle Dolomiti si va alla scoperta delle opere di Smach, la Biennale di Arte Pubblica allestita in suggestivi scorci naturali

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Xinge Zhang & Jiaqi Qiu, Fragile as a Rainbow, 2021, ph. Nicola Grigis.

Sulle Dolomiti la passione per il trekking si coniuga con quella per la Land Art. Dal 15 giugno al 10 settembre, passeggiando in un percorso ad anello che attraversa i Parchi Naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle, si va alla scoperta delle opere di Smach, la VI edizione della Biennale di Arte Pubblica, collocate in sorprendenti scorci naturali.

Bellezza artistica e paesaggistica.

Dieci siti, immersi nella natura delle Dolomiti Patrimonio Unesco, ospitano dieci opere realizzate, appositamente per quei luoghi, dagli artisti vincitori del concorso internazionale.

Il progetto Smach è stato, infatti, insignito con la menzione d’onore del Premio Nazionale del Paesaggio 2022-2023 dal Ministero della Cultura.

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Barbara Tavella, 2015, ph. Nicola Grigis.

Il trekking tra paesaggio, natura, storia e miti.
I Parchi Naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle sono scene aperte sulla ricchezza delle specie naturali che qui trovano il loro habitat.

I Prati di Armentara, per esempio, grazie ad una grande diversificazione di fiori ed erbe, ospitano ben 244 tipi di funghi e 40 specie di farfalle; qui per Smach si inserisce l’opera di Stefano Caimi.

L’altopiano della Gardenaccia, invece, è un suggestivo paesaggio lunare dove si trovano formazioni geologiche originate dalle ultime sedimentazioni del Giurassico e del Cretaceo; in questo contesto s’incontra l’installazione dell’artista messicano Anuar Portugal.

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Arturs Punte & Jekabs Volatovskis, Fragile Silence, 2021, ph. Gistav Willeit.

Gli artisti sono invitati a confrontarsi con la memoria, cultura ed identità di queste montagne, che sono patrimonio immateriale dell’umanità.

La tradizione della transumanza, dal 2019, è parte della lista dell’Unesco. Il Passo di Sant’Antonio è un luogo dove da secoli transita la migrazione stagionale del bestiame, qui sorge una chiesa dedicata al santo patrono degli animali e per Smach è collocata l’opera del duo berlinese KG Augenstern.

Il Passo Poma (Forcela de Furcia in ladino) vede il pellegrinaggio di oltre mille fedeli provenienti da dodici paesi della Val Badia. In un cammino di tre giorni si recano all’antica sede vescovile di Sabiona, oggi monastero. In questo contesto si inserisce l’opera del collettivo Lidriis.

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ph. Nicola Grigis

Il sito Fanes, invece, rimanda alle remote leggende del Regno di Fanes, l’antica età dell’oro della popolazione Ladina; qui l’opera di Loci Studios dialogherà con il mito.

A Pederü, poi, ci sono testimonianze della storia più recente: durante la Prima Guerra Mondiale in questo luogo venne allestito un popoloso villaggio militare dell’Impero Austro-ungarico i cui resti, oggi ristrutturati, ospitano un rifugio.

L’opera di Egeon narra in chiave contemporanea le vicende tragiche di quel momento.

Il percorso per ammirare tutte le opere site-specific realizzate dagli artisti della VI edizione di Smach è stato ideato insieme al tour operator Holimites.

Oltre 60 km di cammino, con un dislivello di 4.300 metri, suddivisi in 4 itinerari in 4 giorni, con 3 pernottamenti, colazioni, cene inclusi a partire da 540 euro a persona.

La collezione permanente delle 23 opere acquisite da Smach nelle precedenti 5 edizioni è visitabile al Parco Val Dl’Ert, nel paese di San Martino in Badia.

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