Omega a Pechino 2022: il tempo della performance

di Davide Passoni

Da 90 anni Omega è cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici. Una storia fatta di innovazione che arriva a Pechino 2022 e punta al secolo

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L’epica di un’Olimpiade è legata soprattutto al tempo e al cronometro. Spesso sono i centesimi di secondo a segnare il discrimine tra la gloria e l’oblio. Anche per questo, l’evoluzione tecnologica della cronometria è un fattore che va di pari passo con l’evoluzione dei Giochi, che nell’edizione invernale di Pechino 2022 vedono ancora una volta Omega come cronometrista ufficiale.

Ancora una volta, nel senso che l’unione di Omega con i cinque cerchi inizia nel lontano 1932, con i Giochi Olimpici di Los Angeles, e arriva fino a Pechino 2022 passando per i Giochi estivi di Tokyo 2020, per proseguire poi a toccare il secolo di vita. Nel 2017, infatti, il marchio ha rinnovato la partnership globale con il Comitato Olimpico Internazionale fino al 2032.

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Da qui ad allora, tra Giochi estivi e invernali, Omega sarà dunque impegnata a cronometrare le prestazioni a Parigi 2024, Milano-Cortina 2026, Los Angeles 2028 e Brisbane 2032. A cento anni da quando si strinse il legame tecnologico e sportivo.

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Da Los Angeles 1932 a Pechino 2022

Proprio il 1932 fu un anno decisivo nella storia del cronometraggio, come dimostra un episodio curioso. In occasione dei Giochi, Omega inviò un orologiaio direttamente da Bienne a Los Angeles (immaginiamoci un viaggio del genere, a quell’epoca), che custodiva gelosamente in una valigetta – pare persino che ci dormisse insieme – 30 cronometri ad alta precisione, che consentivano un’approssimazione al decimo di secondo nella misurazione.

Nel 1936 fu la prima volta del marchio alle Olimpiadi invernali, in Germania, a Garmisch-Partenkirchen. Nello sci alpino, in mancanza di telefono o connessione radio tra la partenza e l’arrivo, Omega fu costretta a indicare su un foglietto di carta l’ora esatta di inizio, inviandolo ai giudici di gara ai piedi della montagna nella tasca dello sciatore successivo. Rudimentale ma efficace.

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Cellule fotoelettriche, 1948

A Londra 1948 ci fu invece l’inizio dell’era elettronica, con l’introduzione da parte di Omega del primo fotofinish, in grado di individuare con esattezza le posizioni di arrivo nelle gare, e la prima cellula fotoelettrica, che arrestava elettronicamente il cronometro nel momento in cui il primo atleta tagliava il traguardo.

Altri cambiamenti epocali arrivarono a Innsbruck 1964, con la sovrimpressione in diretta dei tempi degli atleti sulla parte bassa dello schermo, e a Città del Messico 1968, con l’avvento delle piastre di contatto per il nuoto, sensibili al minimo tocco degli atleti. Raggiunto il traguardo, arrestavano il tempo sfiorandole con la mano.

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Ingmar Stenmark negli anni 80

E ancora a Los Angeles 1984, con il primo rilevatore di false partenze per le gare di atletica leggera, e a Torino 2006, con microchip legati alle caviglie dei pattinatori di velocità, in grado di inviare e ricevere segnali via radio che consentivano a Omega di registrare misurazioni specifiche dei tempi durante ogni gara. Sensori di movimento e sistemi di posizionamento che tornano anche a PyeongChang 2018, Tokyo 2020 e a Pechino 2022.

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Una nuova era per la cronometria e gli orologi per Pechino 2022

Con l’utilizzo di questi sensori, fin dall’apertura dei Giochi Invernali di Pechino 2022 il marchio racconta l’intera storia di ogni evento durante il suo svolgimento. Raccoglie un’ampia serie di dati in tempo reale e fornisce una comprensione globale delle dinamiche che conducono alla vittoria di una gara. E mette in campo nuove tecnologie di cronometraggio.

Tra di esse vi è lo Scan’O’Vision MYRIA, la fotocamera per fotofinish più avanzata della storia di Omega. Posizionata sulla linea del traguardo, può registrare fino a 10mila immagini digitali al secondo e offre ai giudici una visione chiara delle classifiche ufficiali e dei tempi di ogni evento.

Oppure la tecnologia Snowgate, introdotta a Vancouver 2010 per un avvio sempre sempre più preciso del cronometraggio all’uscita dell’atleta dal cancelletto di partenza. Del resto, Omega non misura solo i risultati finali, ma anche tutto ciò che avviene durante un evento. Con un mix di telecamere e sensori di rilevamento indossati dagli atleti, è possibile mostrare in tempo reale la velocità di un bob o le posizioni nel pattinaggio di velocità. In questo modo, si forniscono informazioni che consentono di analizzare ogni prestazione nel momento in cui si svolge.

Naturalmente, per Pechino 2022 Omega ha realizzato anche edizioni speciali di due degli orologi più significativi della collezione Seamaster: Seamaster Aqua Terra Pechino 2022 e Seamaster Diver 300M Pechino 2022 Special Edition.

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Seamaster Aqua Terra Pechino 2022

Questo orologio da 41 mm con cassa e bracciale in acciaio inossidabile ha un vetro zaffiro bombato a protezione del quadrante in ceramica bianca, con finitura frost che interpreta il tema dell’inverno. Un look che è un tributo di Omega alle discipline di Pechino 2022, che siano sci alpino, bob, pattinaggio di velocità o hockey su ghiaccio.

Per completare questo modello, il quadrante include indici azzurrati e lancette riempite di Super-LumiNova bianco, mentre sono rossi il nome Seamaster e i quattro quarti sulla traccia dei minuti. Girando l’orologio si scopre il logo di Pechino 2022 sul fondello, così come il bordo a onde tipico dell’Aqua Terra. Il segnatempo è mosso dal Calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer, che si posiziona in uno standard elevato per precisione e resistenza ai campi magnetici.

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Seamaster Diver 300M Pechino 2022 Special Edition

È un segnatempo in edizione speciale da 42 mm realizzato in acciaio inossidabile, con la lunetta in titanio di grado 5 e scala subacquea in rilievo. Sul quadrante in ceramica blu è inciso al laser un motivo a onde, gli indici sono rodiati e le lancette riempite con Super-LumiNova per una visibilità ottimale in ogni situazione. Come richiamo speciale di Omega a Pechino 2022, gli indici a ore 2, 4, 8, 10 e 12 hanno ciascuno un outline con uno dei cinque colori degli anelli olimpici.

Sul retro dell’orologio, il fondello lucidato e satinato reca il logo dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022. Il sistema NAIAD LOCK, brevettato da Omega, mantiene tutte le incisioni in perfetto allineamento. Nella cassa batte il Calibro 8800 Co-Axial Master Chronometer.

All’interno della speciale scatola bianca, il segnatempo è completato da un bracciale in acciaio inossidabile lucido e satinato con il sistema a pulsanti brevettato da Omega, che consente di estenderne la lunghezza per indossare l’orologio sopra una muta da sub. L’orologio rimane infatti uno strumento subacqueo professionale, impermeabile fino a 30 bar.

Come era prevedibile, a Pechino 2022 il cronometraggio vive la sua ennesima rivoluzione, che porta le competizioni sportive ad assumere una nuova dimensione. Le performance atletiche, misurate e presentate come non si era mai visto prima, avevano bisogno di un partner affidabile: quasi un secolo di strada fatta insieme, costituiscono un curriculum ideale.

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