Pedalare tra i borghi più belli

di Maria Pinacci

In sella nella terra del tufo: Sorano, Sovana e Pitigliano.

Con la bella stagione il piacere di muoversi all’aria aperta è irresistibile. Per soddisfarlo non c’è di meglio che inforcare la bicicletta assistita e pedalare tra i borghi più belli. Si fa sport e nello stesso tempo si pedala senza fatica.

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Nel cuore della Maremma Toscana, a pochi minuti da Sorano, l’Eco Luxury Bike Resort Sant’Egle, agriturismo di alta gamma, specializzato in itinerari ciclistici, offre un’accoglienza semplice e raffinata.

Sant’Egle, un tempo dogana tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, ha tutto per rendere la vacanza piacevole: quattro ettari di terra intorno con ulivi, alberi di frutti antichi, coltivazioni biologiche, dall’alga verde spirulina, nota per le proprietà rinvigorenti, all’iperico per la tisana della buona notte, fino al pollaio con le galline dalle uova d’oro. Nelle sette camere e suites tutto rivela la ricerca del bello e dell’autentico, dagli arredi, ai particolari rustici creati dai padroni di casa, Erika Mugnai, fiorentina, e Alessandro, lombardo doc. Per dormire a strettissimo contatto con la natura, non manca il glamping, le luxury tents, un tempo appannaggio dei viaggi in Sud Africa, oggi richiestissime anche da noi.

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Qui tutto è ecologico e bio. Compresa la piscina ad elettrolisi, azzurra, senza un centimetro di cemento, affacciata a perdita d’occhio sulla campagna maremmana. Da quest’anno gli sportivi hanno a disposizione la vasca floating, ideale per rilassare i muscoli ed eliminare l’acido lattico, grazie ai sali di epson, ricchi di magnesio presenti nell’acqua.
Quanto al bio, si possono acquistare i bulbi di zafferano e seguire un corso per coltivarli!

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Pronti per salire in sella. Viva la MTB elettrica.
Nel capannone in legno sono pronte le MTB assistite. Le ruote tengono benissimo sullo sterrato, il cambio è elementare. Alessandro ha preparato un itinerario di mezza giornata, con un meritato finale al ristorante Fidalma a Sorano. Si pedala in mezzo ai campi, lungo i vigneti fino ad arrivare a Vitozza, sito archeologico con grotte misteriose, un tempo abitazioni rupestri, che invitano alla scoperta.
Da qui si scende verso la porta dei Merli a Sorano, per risalire al ristorante Fidalma, per una tradizionale pasta fatta in casa al sugo di cinghiale.
Graditissima al rientro l’ombrosa e silenziosa suite con la vasca idromassaggio esterna, mimetizzata nel legno, per un relax totale.

Sovana e il parco archeologico città del tufo.
Per raggiungerlo, questa volta in auto, l’ideale è arrivare prima del calar del sole. La passeggiata all’interno del parco è di grande suggestione. Si cammina in solitudine lungo sentieri sterrati, alla ricerca delle tombe etrusche, nascoste in mezzo al bosco. Spettacolari la tomba dei Demoni Alati e quella celebre di Ildebranda. Più avanti, nascosta tra gli alberi appare la Tomba del Tifone, altrettanto interessante, soprattutto perché ha il sapore della scoperta.

Le vie cave: un’esperienza da non perdere
Costruite nei secoli e ancora oggi utilizzate, erano il mezzo per gli abitanti di Sorano, Sovana e Pitigliano, le tre città costruite su speroni di tufo, quindi inaccessibili, per raggiungere i campi di grano e comunicare tra loro. Al parco archeologico di Sovana si può percorrere la via cava Poggio Prisca, scavata nel tufo e illuminata dal sole: una passeggiata indimenticabile.

Sovana è magica, soprattutto al tramonto. Da subito svela le sue antichissime origini, prima etrusca, poi romana, medievale, rinascimentale, feudo degli Aldobrandeschi e degli Orsini, fino a far parte del Granducato di Toscana. La piazzetta del Pretorio continua a svelare segreti. Come è accaduto nel 2004, quando dagli scavi della chiesetta di San Mamiliano, è emerso un tesoro nascosto di 498 monete d’oro dell’epoca di Costantino, oggi esposte al museo locale. Incantevole la chiesetta di Santa Maria Maggiore del XII/XIII secolo.
Da non perdere la romantica passeggiata in mezzo al verde, che porta al Duomo romanico, affacciato sulla campagna. La sua campana, detta ancora oggi la Sovana, si trova nel Duomo di Siena, da quando la città fu annessa a Siena nel 1410.

Sorano e Pitigliano
A dominare è l’imponente Fortezza degli Orsini, centro del potere della famiglia, interessante da visitare per capire la storia dei tre paesi del tufo. Altrettanto spettacolare, il Masso Leopoldino offre una panorama eccezionale sul paese e la natura intorno. Si gode la vista migliore su Sorano dalla via cava di San Rocco, proprio di fronte, ideale per un romantico picnic.

Pitigliano è uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato sul tufo. Da Palazzo Orsini, all’acquedotto, al Teatro mediceo, alle piazzette, ai vicoli, tutto merita attenzione. Tra i must, il ghetto ebraico, l’antico quartiere della comunità ebraica che visse qui a partire dal Cinquecento. In piazza San Gregorio VII, quasi un salotto cittadino, si affaccia l’Hostaria del Ceccottino, un ristorante di grande qualità, conosciuto per l’ottimo boglione d’agnello e il coniglio in bianco.

San Giovanni delle Contee
Una scoperta inaspettata a pochi km da Sorano.
San Giovanni è un borgo antico in cima alla collina, destinato a morire, se non fosse per la passione dei pochi abitanti rimasti.
L’anima della rinascita è Tiziana Peruzzi, intraprendente assessore al turismo di Sorano, che ha ridato vita al paese, creando l’osteria Macallè, noto per le pappardelle e il cinghiale in umido.

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