Matthias Breschan e l’anima di Longines

di Davide Passoni

Matteo Breschan, ceo del marchio della clessidra alata, racconta a Gentleman la grande eredità del brand e svela i segreti di un successo che dura ininterrottamente da quasi due secoli

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Longines è uno dei marchi che meglio di altri sta lavorando sul mercato. Forte di una tradizione lunghissima (il marchio ha compiuto 190 anni nel 2022), nelle proprie collezioni unisce ispirazioni retrò a meccanica e materiali d’avanguardia, con un occhio di riguardo sia all’appassionato maschile sia a quello femminile.

Una strategia che, secondo lo Swiss Watch Industry Report di Morgan Stanley e LuxeConsult, nel 2022 ha aiutato Longines a posizionarsi al settimo posto tra i marchi svizzeri per fatturato, con un totale di circa 1,2 miliardi di franchi, a fronte di 1 milione e 700.000 pezzi prodotti e una quota di mercato del 3,9%. In occasione della presentazione delle novità del primo trimestre 2023, Gentleman ha incontrato a Milano il ceo, Matthias Breschan.

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Il modello Spirit Flyback.

Gentleman. Longines è da anni stabilmente nella top 10 dei marchi svizzeri per fatturato: come riuscite a mantenere alte queste performance?

Matthias Breschan. Abbiamo il grande vantaggio di vendere ugualmente a uomini e donne e di vendere ugualmente orologi classici o sportivi. Sono due fatti rari nell’industria orologiera, dove la maggior parte dei marchi si concentra sui maschili e sui loro movimenti, altri sui pezzi femminili ed eleganti. Longines è forte in entrambi i settori e la cosa ci rende unici, è un grosso vantaggio e un fattore chiave del nostro successo. I nostri competitor nella fascia 1.000-2.000 euro che hanno provato in passato a sviluppare orologi femminili eleganti od orologi classici hanno sempre fallito.

G. L’heritage continuerà a essere un aspetto chiave delle collezioni di Longines?

M.B. Decisamente. È uno dei fattori che ci distinguono da tutti gli altri competitor nel nostro segmento di prezzo. La storia di Longines è forse una delle più belle dell’orologeria svizzera. Quando ho assunto la posizione di ceo nel 2020 ed ero già da oltre vent’anni nel settore, mi sono sorpreso nello scoprire quanto questa storia e questo heritage fossero ricchi. Non sapevo che fosse stata Longines a inventare la complicazione Gmt o il cronografo flyback, così come molte altre funzioni diventate poi pietre miliari dell’orologeria svizzera. È una fantastica base per noi per guardare al passato e per costruire il futuro con nuovi progetti, come abbiamo fatto lo scorso anno con lo Spirit Zulu e l’Ultrachron.

G. Come è andato il mercato italiano nel 2022 e che cosa vi aspettate per il 2023?

M.B. Negli ultimi tre anni è cambiato molto. Poiché eravamo abituati ad avere moltissimi turisti che compravano orologi, uno dei pochi errori compiuti da Longines è stato quello di trascurare a volte il mercato domestico per concentrarsi sul travel shopping. Contavamo sul fatto che i turisti compravano orologi in grandissima quantità. Ma il mercato domestico deve sempre essere considerato una priorità assoluta. Sempre. Pur continuando a considerare il mercato turistico, è necessario che sul medio e lungo termine il marchio rimanga desiderabile dalla clientela locale.

G. Quanto ha inciso in questo la pandemia?

M.B. Penso che abbia fatto suonare forte la sveglia. Siamo ripartiti e abbiamo sviluppato prodotti, campagne di marketing e boutique molto appetibili per il mercato italiano e ci siamo accompagnati a importanti ambassador, come Jennifer Lawrence (qui sotto), capaci di parlare al consumatore italiano con il loro stile e la loro grazia.

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