Easy Jap, i giapponesi da provare a pranzo

di Giuliana Di Paola

Tra sushi stellati e ramen house da universitari c’è tutto un mondo nel mezzo: ecco dove gustare la vera cucina di casa giapponese a Milano

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Tra sushi stellati, omakase da mille e una notte o ramen house e katsusanderie affollate da universitari, Milano si conferma la patria della cucina jap, tanto che ora si trovano tanti locali di cucina tradizionale giapponesi ecco alcuni indirizzi da provare in pausa pranzo.

Matanē – via Rosales 1 , tel. 02.47705797

Letteralmente Matanē significa “a dopo”, un saluto informale come il locale aperto tre anni fa in zona corso Como, XXV aprile. E a presto vien spontaneo dirlo uscendo, per tornare ad assaggiare un altro onigirazu, panini di riso avvolti in alga nori e ripieni di diverse farciture.

Il locale è stato il primo a portare in Italia questa versione di onigiri a forma non triangolare ma di sandwich. Una variante fumettosa, in senso letterale perché prende vita dall’anime che spopolava negli anni 90. Da allora i bambini giapponesi chiedevano solo quelli come bento box da portare a scuola, gli onigirazu svuota frigo di Cooking Papa.

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Un onigirazu, variante degli onigiri a forma di panino di riso avvolto in alga nori e varie farciture.

Matanē – piazza Wagner 4, tel 02.47705797 

Un successo anche in Italia con Matane che rilancia e raddoppia in piazza Wagner con la formula ristorante e interni che invogliano a fermarsi e socializzare (lo studio di interni Vudafieri-Saverino Partners, è stato anche incaricato del restyling di Rosales) per un aperitivo alla giapponese con gin tonic e highball a base whiskey, e distillati made in Japan come la valida scelta di birra e sake.

La specialità della casa sono gli onigirazu, ma il menù messo a punto dallo chef del Matanē, il giovanissimo e italianissimo Giacomo Spreti, allievo dello stellato Takeshi Iwai,  è tutto da scoprire, dai gyoza fatti in casa all’Hambagu, traslitterazione di hamburger in giapponese in salsa curry.

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Alcune proposte dal menù di Matanē, che prende il nome da quattro delle fermate più note della metro di Tokyo.

Gastronomia Yamamoto – via Amedei 5, tel. 02.36741426

Dietro piazza Duomo a due passi da Missori, un posto che sa di casa, dagli interni alla cucina tutto qui contribuisce a creare un’atmosfera calda e accogliente. Le ricette sono ispirate a quelle che Aya, la proprietaria di Gastronomia Yamamoto, mangiava da bambina a casa dei nonni in Giappone.

Il menù cambia e varia a seconda delle stagioni, ma tra i piatti signature di Yamamoto da quando ha aperto, sette anni fa, c’è il Gyudon con Mayaku Tamago, ciotola di riso con manzo tagliato sottile e Mayaku (un uovo marinato con salsa di soia, olio di sesamo,
shichimi e porri), letteralmente significa droga e può creare dipendenza.

Pan – via Via Leopoldo Cicognara 19, tel. 340.8551831

Un’autentica bakery giapponese con grandi spazi luminosi da vivere dalla colazione all’aperitivo. Ma in molti in zona Susa (zona restituita alla citta con l’apertura della M4) entrano giusto per prendere un filone di Shokupan, soffice e profumato pane in cassetta.

Pan è la seconda apertura in società con Alice Yamada di Yoji Tokuyoshi, ex sous chef di Massimo Bottura a Modena, che ha voltato le spalle alla Michelin e trasformato il suo stellato in via San Calocero in una Bentoteca, clamoroso successo di critica e pubblico.

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Il bancone di Pan, in zona Susa, con lievitati da colazione e il tipico pane in cassetta Shokupan.

Katsusanderia – via Bonvesin de la Riva 3

A fare da volano soprattutto lo street food in versione fine dining abbinata che ha funzionato talmente da dare vita allo spin off della Katsusanderia, nato per filiazione naturale mentre i due soci stavano mettendo a punto il progetto del laboratorio di panificazione.

Da Pan la proposta pranzo non si limita al panino con la cotoletta alla giapponese, ma è in continua evoluzione e spazia dalla Pappa a pomodoro a donburi, ciotole di riso con verdure e proteine diverse a seconda della stagione.

Alice Yamada e
Yoji Tokuyoshi, ex sous chef di Bottura e fondatore di Bentoteca, con Alice Yamada ha aperto Katsusanderia e Pan.

Shiro – via Eustachi 20, tel. 02.83972091

Prende il nome del fondatore del Poporoya, la tavola calda più anime style e più storica di Milano, Hirazawa Minoru detto Shiro, appunto, noto per avere il sushi con il migliore rapporto qualità/prezzo della città.

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Gli interni dopo la recente ristrutturazione di Shiro, il ristorante aperto dal fondatore del Poporoya.

A differenza del locale dall’altra parte della strada alberata, qui si accettano prenotazioni e si mangia con tranquillità e senza fretta. Rispetto alla cena, il menù di pranzo propone piatti più diretti e quotidiani: cotoletta di maiale e curry, soba, tempura e udon.

Kon-ya ga Yamada – via Crema 17, tel. 02.82990031

Cucina casalinga in un locale che passa quasi inosservato tra le molte insegne di via Crema, zona Porta Romana. Il ristorante ha mantenuto arredi e insegna della precedente trattoria toscana.

In menù ricette semplici e varie: tonkatsu, udon in brodo, tempura, takoyaki, gyōza, korokke, butadon e diversi tipi di ramen e piatti del giorno scritti sulla lunga parete lavagna.

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