La rivincita dei nerd

di Enrico dal Buono - Illustrazioni Chris Burke

La vendetta è il miglior tonico per il successo. Ne sanno qualcosa Elon Musk e Mark Zuckerberg. Pronti a sfidarsi, a colpi di like, in cerca, non si sa ancora, di che cosa…

Gentleman Elon Musk Mark Zuckerberg - Fight BG

Qualche mese fa Elon Musk ha sfidato Mark Zuckerberg a combattere in una gabbia e quell’altro ha subito accettato. Si parla di riempirsi di botte in mondovisione nell’Octagon di Las Vegas o nel Colosseo di Las Cinghiales, o in qualche posto abbastanza grande da contenere i loro complessi da secchioni.

Gente che quando alzava la mano in classe partiva il concerto di pernacchie dagli ultimi banchi, gente cui attaccavano i post-it dietro la schiena. Lo spirito di vendetta è il miglior tonico per il successo. Ma bisogna dedicare tempo al progetto di diventare fantamiliardari così da avere, in teoria, il potere di comprare e radere al suolo la casa, il villaggio, lo stato dei tuoi ex compagni che limonavano negli ultimi banchi.

E quindi si rischia di rimanere per lunghi anni i soliti vecchi topi da codice binario.

Tanto che anche con la casa, il villaggio, lo stato raso al suolo, l’ex compagno di classe potrebbe farsi largo tra polvere e bulldozer fino al tuo aereo privato, appena atterrato perché tu apprezzi la rivalsa da vicino, e sentenziare: «Alla fine sei ancora un perdente».

Il tempo per la panca piana riescono a ricavarselo dopo aver raggiunto in media la sesta, settima posizione nella classifica dei più ricchi del mondo.

Prendete Jeff Bezos: nelle foto di qualche anno fa, con il cranio diafano e la postura leopardiana, sembra un abat-jour da tavolo, invece adesso sembra voler dimostrare che è in grado di schiacciare noci col bicipite e si accompagna proprio al tipo di donna che a 17 anni si sarebbe messa con il compagno dell’ultimo banco. Perfino il passato può sottoporsi a sessioni di squat e così Musk ha raccontato di avere negli anni partecipato a risse di strada real hardcore.

Mentre Zuck posa nel qui e ora tra energumeni tatuati e mostra addominali scolpiti nella sua carne pallida con un sorriso redento che sembra dire: «Pensavate che fossi uno sfigato, eh? E invece guardate qua che dentato anteriore».

Chi ha fatto fortuna consentendo alla massa di rimodellare la propria identità è ancora in cerca della propria e, come diceva Tyler Durden in Fight Club, «quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto?».

gentleman editoriale gentleman febbraio 2024 pietro giuliani azimut

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