Champagne Dom Pérignon: Seduzione in rosé

di Giuliana Di Paola

Si apre al cuore del palato come una carezza, così Vincent Chaperon, chef de cave di Dom Pérignon, descrive il Rosé Vintage 2009

champagne dom pérignon
A sinistra, in basso, lo chef de cave Vincent Chaperon e il Dom Pérignon Rosé Vintage 2009.

Cercando di sedurre Claudia Cardinale, nella Pantera rosa di Blake Edwards uscito al cinema esattamente 60 anni fa, David Niven le propone una flûte di champagne. Lei, cerca di schermirsi: «Le ho già detto che non bevo».

Ma lui imperterrito insiste: «Ma lo champagne non è bere; è un minimo di alcol con un massimo di cordialità… Fa miracoli per gli astemi e fa nascere durature amicizie». Naturalmente lei, alla fine, cede.

Davanti allo champagne non c’è difesa che tenga. Il che vale in generale, figurarsi davanti allo scudo di Dom Pérignon, la maison che si lega al mitico abate benedettino che, leggenda vuole, lo champagne l’abbia creato nel lontano 1680. 

La lunga digressione è tornata alla mente leggendo come lo chef de cave di Dom Pérignon, Vincent Chaperon, descrive Rosé Vintage 2009, intimo e carezzevole. «Il frutto è maestoso, maturo, carnoso e profondo. Dopo una prima sensazione di morbidezza e rotondità, il vino si apre nel cuore del palato, adagiandosi come un’intima carezza».

Sintesi perfetta dell’infinita generosità dell’annata, nell’assemblaggio gli aromi si elevano, spiega Chaperon, «liberando tutte le sfumature aromatiche del Pinot Noir, lampone, fico, fragola, ciliegia, esaltate dalla delicatezza, dall’eleganza minerale e dalle note immacolate dello Chardonnay».

Uno champagne da grande opera di seduzione davanti al camino, appunto, magari stavolta però non a stomaco vuoto. Questo rosé di grande struttura regge infatti ogni abbinamento, dagli afrodisiaci ricci e frutti di mare fino ad amatriciana e pancetta, carciofi e cavolo, e un pizzico di peperoncino, naturalmente. 

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