Magnum e i suoi fratelli

di Fabio Petrone

Linee pure, allestimenti ricchi, performance top: i motoryacht open sono icona di stile e di velocità. Ecco i nuovi modelli sul mercato

La purezza delle linee e le alte prestazioni hanno determinato il successo dei motoryacht open: icona di stile e di velocità. Nascono dall’idea di Don Aronow, un ricco imprenditore immobiliare che dal New Jersey negli anni 60 si trasferì a Miami, in Florida, appassionato della velocità e amante del rischio, rimasto colpito dai successi sportivi delle imbarcazioni dotate della carena Deep V di Ray Hunt, i Bertram che strapazzavano gli avversari nelle gare motonautiche offshore americane.

Il Magnum 47,5 di Magnum Marine.

A Miami, Aronow apre un cantiere nautico in Thunderboat Row, il vicolo delle barche tuonanti, e con il supporto tecnico di Jim Wynne, architetto navale, inizia a produrre barche ad alte prestazioni con la carena Hunt a V profonda. Nel 1966 vara il Maltese Magnum, una barca da competizione a uso personale, di 35 piedi di lunghezza, le cui forme divengono subito un instant classic della progettazione e dello yacht design.

Gli scafi di Aronow, i Magnum, sono velocissimi e nel 1967 gli consentono di diventare campione del mondo di motonautica. Nel decennio successivo arriva il successo commerciale dei motoryacht al quale tanti cantieri si sono ispirati anche in Italia.

Il marchese Filippo Theodoli e sua moglie Katrin si innamorano del Magnum 35 e divengono importatori esclusivi per l’Europa e poi, sei anni dopo, comprano il cantiere Magnum Marine.

Da lì, i motoryacht open invadono le acque del Mar Mediterraneo e divengono un’icona di lusso, una trasformazione che vede coinvolte firme note come quelle di Pininfarina, Hermès e Roberto Cavalli. Il più recente modello proposto da Magnum Marine è il Magnum 47.5, presentato al Monaco Yacht Show 2022.

Gli interni super curati sono realizzati in Sardegna da SNO Yachts, importatore del marchio in Europa, e l’adozione della tripla motorizzazione fuoribordo, per un totale di 1800 HP, gli consente di superare i 50 nodi di velocità.

L’Itama 62RS con scafo blu e coperta interamente rivestita in teak.

Diversi cantieri italiani hanno tratto ispirazione dal concept, proponendo modelli di grande successo, gli Itama su tutti. A conquistare il gusto degli armatori è stata la capacità di trasformare quella tipologia di carena in imbarcazioni belle e ben fatte. L’Itama 62RS, presentato lo scorso settembre al Cannes Yachting Festival, integra nuovi elementi funzionali e di design che, uniti all’innovazione tecnologica, rendono ancora più originale e inimitabile la sua anima Itama.

Il DJI Nerea, di Nerea Yacht, in navigazione.

Dispone di tre cabine con bagni en suite e raggiunge i 40 nodi di massima. Il Nerea 40 realizzato da Nerea Yacht e presentato anch’esso a Cannes, mostra l’indole di una barca bella da vedere, proporzionata, ricca nell’allestimento.

Il Dolceriva di Riva Yacht, open di 48 ’.

Al suo interno c’è tutto per trascorrere weekend al mare nel massimo del comfort. Anche Riva, altro brand iconico, con il Dolceriva propone una propria visione del motoryacht open, stilosa e particolarmente elegante. Fra le chicche di questa barca di 15 metri, da segnalare lo specchio di poppa a ribalta, che trasforma l’area in una godibile plancia da bagno con chaise longue integrate. 

gentleman editoriale gentleman febbraio 2024 pietro giuliani azimut

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