Alberto Galassi: l’arte di navigare

di Giulia Pessani - Foto di Massimo Sestini

Pittori, musica, calcio… Per Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, tutto ciò che incuriosisce è ispirazione. Ecco come ha riportato sette marchi nautici sulla cresta dell’onda

gentleman protagonisti alberto galassi amministratore delegato di ferretti group @massimosestini

Nobody said it was easy, cantano i Coldplay. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ama ripetere Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, grande appassionato di musica, amico e fan della band britannica. In casa ha una collezione straordinaria di chitarre (che suona per gli amici), tra cui spiccano l’elettrica che gli ha regalato Guy Berryman, il bassista dei Coldplay (sopra), e una meravigliosa acustica dipinta e donata dall’artista Mimmo Paladino per un suo compleanno.

«Non è mai facile», dice, «ma sono modenese e vengo dall’Emilia Romagna, una terra di persone vulcaniche senza vulcani. Qui c’è un’energia particolare, non ci si arrende mai. L’abbiamo dimostrato durante la recente alluvione: la nostra sede principale è a Forlì, molti dei nostri fornitori sono della zona, ma siamo riusciti a consegnare tutte le barche per la stagione».

Sette marchi, con gamme di prodotti che non si accavallano mai nei desideri degli acquirenti, gli happy few del mondo: da Ferretti Yachts a Riva, da Wally a Pershing, Custom Line, CRN e Itama. Sette cantieri made in Italy, che si affacciano sui mari italiani. «Sette sono le note del pentagramma», sottolinea Galassi. «Anche negli affari, come nella musica, il tempo è fondamentale.

gentleman protagonisti alberto galassi amministratore delegato di ferretti group Custom Line_Navetta 37
Custom Line Navetta 37.

L’ho appreso da chairman Tan, il presidente di Weichai Group, che, nel 2012 ,dalla provincia cinese dello Shandong vide lontano, investì nel nostro Gruppo, dandoci il tempo giusto per uscire dalle cattive acque, risanare i debiti e rilanciare i marchi».

Fatturato (sopra il miliardo di euro) ed ebidta in crescita a due cifre, una raccolta ordini completa fino al 2025, posizione consolidata sul mercato. Ferretti Group naviga in buone acque e ha appena inanellato un primato mondiale: la doppia quotazione, Hong Kong e Milano. Gentleman ha intervistato Alberto Galassi, amministratore delegato Ferretti Group in esclusiva.

Gentleman. Un’operazione innovativa da molti punti di vista: finanza, made in Italy, rapporti fra Paesi…

Alberto Galassi. Siamo i primi al mondo che, da a Hong Kong, ci siamo quotati il 27 giugno scorso anche nel mercato cui riteniamo di appartenere. Perché siamo italiani, perché Milano è la piazza che valorizza meglio il lusso, perché un nostro importante concorrente è quotato qui e perché c’è una profonda cultura del settore nautico.

G. Fate da apripista per il lusso?
A.G. È stata un’operazione storica e di successo: un’azienda scelta e rilanciata da un investitore cinese nel 2012, che si quota dopo una pandemia e in mezzo a una guerra nel 2022 a Hong Kong e che dopo 15 mesi arriva al dual listing a Milano…

G. La nautica ha una filiera d’eccellenza, che tiene alta la bandiera dell’Italia nel mondo.

A.G. La nostra filiera è la migliore al mondo, senza gara. Per la doppia quotazione c’è stata la volontà ferrea di arrivare dove questa azienda avrebbe dovuto sin da subito. La filiera entra in gioco quando si producono e si vendono le barche più belle del mondo. Se non avessimo le maestranze e gli artigiani italiani non saremmo i numeri uno della nautica.

G. Gruppo Ferretti, ovvero sette marchi, sette cantieri: qual è la strategia di crescita?

A.G. La prima fortuna è la scelta di vendere in 71 Paesi. Non tutti sono come l’Italia della Dolce Vita o de Il sorpasso, in cui si vede il primo Riva. La cultura nautica si forma e l’età media dei nostri clienti si abbassa in nuovi Paesi in cui il design e il brand fanno la differenza.

G. I più iconici?

A.G. Riva (sopra), Wally e Pershing sono i più riconoscibili. Credo che il Wallytender sia il prodotto più copiato in questo momento, però vedo copie tristi.

G. Parlava di brand. Quanto la moda può insegnare a un settore come quello della nautica?

A.G. Tantissimo. Noi abbiamo relazioni eccezionali con amici-clienti che sono fondatori di case di moda, come Domenico Dolce, e tutte le volte che parlo con loro mi aprono il futuro, capisco quanto siano veloci i cambi di gusto della clientela e quanto sia differenziata nel mondo.

G. Quali sono le sue altre fonti d’ispirazione?

A.G. Circondarsi di persone che non mi parlino di ciò che faccio dalla mattina alla sera. È un mio segreto, ed è bellissimo: arte, viaggi, storia, geografia, sport. Adoro ascoltare persone che m’incuriosiscono e mi interessano.

G. Arte, una sua grande passione…

A.G. Una passione, ma anche una malattia, una penitenza. Che nasce da due fortune. Una antica: un amico pilota svedese che correva in Ferrari, Stefan Johansson, aveva sulla tuta un simbolo strano. Gli chiesi: «Che roba è?». «Un Radiant baby di Keith Haring, un bambino con i raggi». Erano gli anni 80 e così conobbi questo artista. La seconda fortuna è che qui a Modena abbiamo un genius loci, uno dei più grandi galleristi di arte contemporanea, Emilio Mazzoli, che, nel 1980, scopre Basquiat e gli organizza la prima mostra a Modena. Poi s’inventa la Transavanguardia e ancora oggi continua a scoprire nuovi talenti. Il bello dell’arte contemporanea è che tu vivi con gli artisti, parli con loro, li conosci. Paradossalmente, il presente è il più difficile da capire ed è l’unico che viviamo. L’arte ci aiuta.

gentleman protagonisti alberto galassi amministratore delegato di ferretti group quadri @massimosestini
Alberto Galassi fotografato con due opere della sua collezione. A sinistra, Untitled (Emilio’s Tiger) di Robert Longo; alle sue spalle, un’opera di Mimmo Paladino.

G. Per capire il presente da chi si fa guidare?

A.G. Nell’oceano dell’arte contemporanea da Emilio Mazzoli.

G. E nell’oceano delle barche?

A.G. Qui mi oriento di più, ma chiedo e guardo comunque. Comprendere che cosa ci sia dietro un’opera d’arte è molto più difficile che capire che cosa ci sia dietro lo stile estetico di una barca.

G. Appunto, che cosa c’è?

A.G. Tantissima tecnologia, direi il 60-70%, che richiede investimenti importanti. Poi ci sono i materiali. Il carbonio, per esempio, è il nuovo protagonista: faremo uno stabilimento per produrlo a Taranto.

gentleman protagonisti alberto galassi amministratore delegato di ferretti group wallywhy150#02 - Credits Gilles Martin-Raget
Wallywhy150.

G. Wally, il più copiato. Riva, nel suo cuore. CRN compie 60 anni: che cantiere è?

A.G. Grandi navi, 400 imbarcazioni naviganti dalla fondazione, grande capacità produttiva. Oggi è molto facile presentare un Riva in acciaio, un Pershing in alluminio o una navetta Custom Line, approfittando del fatto che in CRN sanno fare navi dal 1963.

G. Sinergie di gruppo?

A.G. La divisione Super Yacht ci sta dando grandi soddisfazioni e garantiamo il prodotto perché CRN ha una cultura navale autentica e profonda. Ma ci siamo dati un limite: i 95 metri. Nel segmento dei Giga Yacht non riteniamo di saper competere in maniera profittevole e non ci interessa. Non è il nostro campionato.

G. A proposito di Campionato, è nel board del Manchester City e del Palermo City, che il presidente Khaldun Al Mubarak ha aggiunto alla sua costellazione di club. C’è lei dietro questa acquisizione?

A.G. Assolutamente no. Il City Group ha 12 squadre, ne mancava una nel Campionato italiano, da cui non puoi prescindere se vuoi far crescere talenti. E tra le varie in vendita c’era il Palermo: in serie B riempie uno stadio da 30mila persone e ha una storia di talenti incredibili, Dybala, Toni, Cavani, per citarne solo tre. Io amo la Sicilia e quando nacque l’opportunità mi coinvolsero.

G. Quanto ha giocato il fattore italian lifestyle?

A.G. Il Manchester City ragiona in termini aziendali. Detto questo, il potenziale del Palermo è incredibile, in una terra con una storia straordinaria. Quando il presidente si è recato in Sicilia e ha navigato con un nostro Custom Line fra le Eolie e la costa, non voleva più ripartire.

G. Dal 2019 avete il bilancio di sostenibilità. Quanto è importante nella nautica?

A.G. Siamo stati i primi al mondo nel nostro settore a produrlo, è imprescindibile.

G. Quale sarà la propulsione del futuro?

A.G. Impossibile a dirsi. Lavoriamo con tutti i fornitori di tutte le soluzioni di propulsione al mondo, per montare le più innovative quando saranno disponibili. Oggi siamo i primi clienti di motori nautici MTU Rolls-Royce e quando loro saranno pronti lo saremo anche noi. Riva poi è già elettrico.

gentleman protagonisti alberto galassi amministratore delegato di ferretti group ITAMA 62RS running shots 7
ITAMA 62RS in navigazione.

G. In vacanza, come e dove naviga?

A.G. Sono armatore Itama e Custom Line, amo la Sicilia e la Costiera Amalfitana.

G. Non abbiamo parlato del marchio Ferretti, che dà il nome al Gruppo…

A.G. Fantastico. Uno yacht che va bene in tutte le stagioni, ovunque. Con il nuovo designer Filippo Salvetti abbiamo un grande successo in Greater China, dove siamo il primo marchio. E attiriamo sempre più giovani. Per far crescere bene il mercato.

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