Carta bianca per Eva Jospin

di Silvia Manzoni

Protagonista del progetto d’arte Carte Blanche di Ruinart quest’anno è Eva Jospin, l’artista francese che scolpisce il cartone grezzo come fosse marmo. Ecco le sue Promenades in champagne

È una storia legata al tempo quello delle Promenades di Eva Jospin per Ruinart. Il tempo geologico, quello della mano artigiana, quello delle stagioni. Il tempo permette a Eva Jospin di proiettare le sue foreste e cattedrali di cartone in un limbo astratto che provoca un’istintiva attrazione. Pinnacoli alla Blade Runner, solenni cattedrali scavate nella roccia come in Cappadocia, tronchi slanciati come le torri di Kuala Lumpur.

Nel mondo di Eva Jospin è lo stratificarsi del tempo a parlare e davanti alle sue opere fragili e maestose ci si perde a immaginare narrazioni fantastiche. Anche se lei tiene a ricordare che con l’arte «non racconto una storia. Creo un mondo in cui la storia si svolge e prende vita».

Eva Jospin, 48 anni, francese, è l’artista Carte Blanche 2023 invitata da Ruinart, grande mecenate d’arte, a dare una personale lettura del terroir della più antica Maison di champagne del mondo. Visitando Reims, i vigneti e le cantine (le famose Crayères a 40 metri di profondità) Eva ha avuto l’idea di una passeggiata bucolica «attivata» da un curioso e antico meccanismo, la Carmontelle (il nome viene dal paesaggista e ritrattista settecentesco Louis Carrigis de Carmontelle).

gentleman arte vino Carte Blanche Ruinart Eva Jospin CB_EVAJOSPIN_CB_CARMONTELLE_RUINART_2023 @ 1

Teso tra due cilindri, un rotolo di carta su cui sono disegnati e sovrapposti i luoghi-chiave dello Champagne si dispiega al ritmo del movimento di una manovella. Come l’arazzo di Bayeux che raccontava l’epopea di Gugliemo il Conquistatore, questo affresco in 3D percorre tutto il mondo di Ruinart, tra i tralicci di vite intrecciati e i merletti della cattedrale di Reims. «L’ornamento, quando non è geometrico, prende in prestito il virtuosismo dei suoi arabeschi dal regno vegetale», afferma l’artista.

gentleman arte vino Carte Blanche Ruinart Eva Jospin CB_EVAJOSPIN_CB_CHEFSDOEUVRES_RUINART_2023 @ 2

«La Carmontelle può essere vista come un filo conduttore», continua Jospin, «partendo dal disegno costruito a strati, che evoca il gesso e la mineralità ho creato ricami colorati. E un altorilievo sul tema della foresta». Una foresta fitta, che cattura lo spettatore, frutto di un layering di rami e sarmenti, creando illusioni ottiche. Sono spessori di estrema leggerezza che l’artista riproduce anche sulla scatola da collezione del Jeroboam di Ruinart Blanc de Blancs, limitata a 25 pezzi firmati.

gentleman arte vino Carte Blanche Ruinart Eva Jospin CB_EVAJOSPIN_EDITIONLIMITEE_RUINART_2022

Scolpire il cartone grezzo, materiale umile, con scalpelli e incisori, come Michelangelo faceva col marmo di Carrara, le piace «perchè è un materiale a disposizione di tutti, ma questa scelta va al di là del manifesto ecologico, è un modo di lavorare come un altro, che ci confronta anche alla fragilità. Per Ruinart l’ho integrato con altri elementi come il filo di seta o l’inchiostro di China dei disegni».

Se il cartone resta il materiale di predilezione, Eva si è avvicinata anche alla tapisserie, realizzando dei tableaux (la Chambre de Soi, esposta fino al 29 settembre 2024 all’Orangerie del Castello di Versailles) realizzati con la collaborazione di giovani artigiani indiani. «Ma mi sono accorta», confessa, «che questa tecnica non fa troppo per me, perché non permette ripensamenti. Il cartone invece autorizza i cambi di rotta, mi dà libertà».

Se i paesaggi dello Champagne e l’artigianalità del processo produttivo hanno fornito la materia su cui poggiare l’ispirazione, sono state le planimetrie del museo dei Bas-reliefs di Parigi (le mappe in rilievo di aree e città) a proiettare la sua immaginazione su una scala più estesa.

«Pensando a questi manufatti ho avuto voglia di lavorare su qualcosa di legato al territorio, dando al progetto una dimensione più larga».

Il processo di creazione di queste città perdute e delle rigogliose foreste senza traccia di foglie ha richiesto tempo. «Lascio spazio alla riflessione. Sono una persona lenta e le mie opere implicano un lungo periodo di progettazione. La lentezza è l’ultimo lusso della nostra società: quali opere oggi vantano lavori che durano oltre 100 anni come avveniva un tempo? Non siamo più abituati ad aspettare e ci siamo progressivamente allontanati dai costruttori degli oggetti che ci circondano».

Le Promenades di Eva Jospin per Ruinart sono in tour nelle più note fiere d’arte dal Miart di Milano fino all’Art Basel di Miami a dicembre, passando per New York, Londra, Parigi e Tokyo.

gentleman editoriale gentleman febbraio 2024 pietro giuliani azimut

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