K-Factor la Corea del Sud impazza

di Giuliana Di Paola - Illustrazione Chris Burke

La Corea del Sud impazza, dalla musica alle serie, dal beauty al food il K-Factor paga. E i brand del lusso vogliono solo K-star come testimonial

K-Factor

C’è persino una parola per definire il K-Factor, la passione globale per la cultura sudcoreana. È Hallyu, che vuol dire proprio onda coreana. E il neologismo creato, come quel che proviene dall’estremità meridionale della penisola, ha pure un suono dolce e musicale, quanto le hit dei gruppi K-pop che per primi si sono fatti conoscere all’estero. Dal tormentone Gentleman, lanciato da Psy dieci anni fa, fino ai Bts esplosi nel 2020 con Dynamite.

La Korean Wave, iniziata negli anni 90, si conferma con un’onda lunga e non un fenomeno passeggero. E il 2023 è l’anno della definitiva consacrazione come estetica dominante dalla musica al cinema, sull’onda della serie di culto Squid Game, Netflix ha un’intera sezione dedicata al K-Drama. Passando dal K-beauty, al design, al K-food a base di Kimchi e Bibimbap che insidiano il primato di sushi e poke.

È arrivata a conquistare ogni singolo settore del lusso. Da Kering a Lvmh, i grandi gruppi si contendono le K-star per i propri marchi di punta: da HoYeon Jung, la 067 di Squid Game, volto di Louis Vuitton a Jisoo delle Blackpink, ambassador di Dior, fino a Kim Nam-joon, testimonial di Bottega Veneta, meglio noto come RM, frontman dei BTS.

Ma l’elenco è davvero lungo: da Longchamp con Kim Se-jeong a Prada con Chanyeol, della boyband EXO, e Irene delle Red Velvet, mentre i loro colleghi Kai (degli EXO) e Joy (Red Velvet) sono stati scelti, rispettivamente, da Gucci e Tod’s.

Il K-Factor vale anche nel mondo dei gioielli. Bulgari ha puntato su Lisa delle Blackpink e Chanel per la linea Fine Jewelry Coco Crush ha scelto la collega Jennie, già fan del brand tanto da essere chiamata Human Chanel.

Tiffany & Co. ha rilanciato per la campagna Lock con la coppia Rosé, sempre delle Blackpink, e Jimin, sempre dei BTS. Perché alla fine, diciamolo, sempre quelli sono. O almeno così sembra a chi ha più di vent’anni.

gentleman editoriale gentleman febbraio 2024 pietro giuliani azimut

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato
sul lifestyle del Gentleman contemporaneo