Meccanica di precisione

Verga 1947 orologi e auto

Verga 1947 orologi e auto
Umberto Verga insieme ai figli Federico e Riccardo.

«Quando compii 18 anni mio padre mi regalò una Panda 30 usata e per me fu un’emozione unica. La tenevo come un gioiello, la curavo e la pulivo ogni giorno», racconta Umberto Verga, «da lì iniziò l’amore per le quattro ruote. Ma allora come oggi non ambivo ad avere un’auto di lusso o veloce, il mio amore era per l’auto in quanto tale. Era una questione di estetica, di fascino che esercitava su di me». Un fascino dal quale ancora oggi Umberto Verga, presidente di Verga 1947, si lascia sedurre volentieri, in particolar modo quando si tratta di auto storiche. Un piacere che guarda all’oggetto in sé prima che al suo valore economico. Una passione che si tramanda in famiglia. Orologi e auto sono due mondi uniti da un concetto estetico che affascina anche i due figli di Umberto, Riccardo e Federico.

Gentleman. Vale lo stesso per un orologio?

Umberto Verga. Non amo per forza quello costoso o complicato, mi piace l’oggetto. Anche l’orologio più economico può dare piacere.

Verga 1947 orologi e auto
Esterno Via Capelli 4, Milano.

G. La passione per le auto è cresciuta negli anni?

U.V. È diventata una malattia impossibile da curare. Fosse per me girerei solo con auto d’epoca del periodo che preferisco, tra gli anni 80 e 90. Hanno rappresentato un momento della mia vita molto felice e spensierato, vissuto in modo pieno. Però l’auto che per me rappresenta la perfezione è precedente a quel periodo, è nata come me ne l 1963: è la Porsche 911. Secondo me, l’auto per eccellenza. Una forma che, una volta creata, si è sviluppata negli anni mantenendo la propria identità. Sempre fedele a se stessa, sempre aggiornata e moderna. Una coerenza che fidelizza e appassiona.

G. Come in orologeria?

U.V. Il paragone più vicino credo sia con Rolex, con la cassa Oyster che negli anni si è adeguata ai materiali e ai gusti nuovi, restando se stessa nelle forme, nel design nell’ideazione. Nel concetto estetico, insomma.

G. C’è più piacere nel portare un orologio o un’auto come le sue?

U.V. Il massimo è guidare la mia auto indossando un bell’orologio, per piacere personale, non per mostrarli ad altri. Entrambi rappresentano uno stile di vita.

Corner Cartier.

G. E poi, sia per gli orologi sia per le auto, le storie più belle sono quelle di famiglia.

U.V. Penso a Porsche, una storia familiare quasi mai interrotta. O a Patek Philippe, che nasce come realtà tra due soci ma che dagli anni 30 è associata alla famiglia Stern, la quale all’epoca ne produceva i quadranti e decise di acquistare la manifattura. Solo così si creano i miti.

G. Vale anche per Verga?

U.V. Non voglio paragonarmi ai nomi che ho fatto poco fa. La nostra è una storia di famiglia che spero continui per generazioni, mantenendo lo stesso spirito. Ciò che ci distingue è l’arrivare in boutique alla mattina e trarre piacere dal lavorare tutto il giorno insieme, creando uno stretto legame tra famiglia e collaboratori, simile a quello che si crea tra chi lavora con noi e i clienti. Un rapporto aperto, familiare, da sempre il nostro modo di essere e di lavorare.

G. Cosa sarebbe Verga senza Milano?

U.V. È la mia città, amo la sua effervescenza e la sua voglia di fare, è un bel luogo in cui fare business. E poi è bella, migliorabile ma bella.

Oltre che quella per gli orologi, anche la passione per le auto e la velocità, in casa Verga, passa di padre in figlio. Lo confermano Riccardo e Federico, primo e secondogenito di Umberto.

Umberto Verga, presidente di Verga 1947, con i figli Riccardo e Federico. Con loro condivide la passione per gli orologi e le auto d’epoca.

Gentleman. Quali sensazioni dà un orologio che non dà un’auto?

Riccardo Verga. La sensazione che si ha alla mattina quando si carica il proprio orologio e lo si mette al polso. È la sensazione di controllare il tempo e di iniziare la giornata al meglio. Come l’utilizzare una complicazione che funziona alla perfezione: ha un fascino incredibile. Invece, il bello delle auto, specialmente delle cabrio, è il senso di libertà e di scoperta che si ha guidando. Trovo più affascinante la meccanica di un orologio rispetto a quella di un motore, che però ha dalla sua il suono di quando si mette in moto.

Gentleman. Quanto c’è di suo e quanto di ereditato nell’amore che ha per le auto?

Federico Verga. La mia passione nasce non so se per colpa o per merito di mio padre, devo ancora capirlo. Da piccolo sognavo di vendere auto; papà mi portava da concessionari storici come Magni & Carnevale e lì entravo in tutte le auto che trovavo. Ero attratto da quelle non recenti, degli anni 90, che danno emozioni inarrivabili. Non più di quelle che dà un orologio, però, che rispetto all’auto è più facile da utilizzare, manutenere, collezionare.

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